C’era una volta il battesimo: tradizione classica, religiosa, familiare. Ed ecco poi arrivarne una nuova, tutta statunitense (fino ad ora): il baby-shower.

Baby ShowerIl nome richiama l’idea di una “doccia” di regali per il nascituro, come il brildal shower (uso anglosassone di riempire di regali la futura sposa): in realtà il termine ha origine nel XVIII secolo a New York, complice Franz Schauer, un argentiere austriaco. Il lungimirante venditore decise di incoraggiare le classi abbienti newyorkesi all’acquisto di regali in argento, personalizzabili con incisioni, per i neonati.

La moda prese piede prima nella Grande Mela, per poi diffondersi a macchia d’olio, soprattutto nel secondo dopo guerra, tra la fiorente alta borghesia americana e poi, man mano anche in Europa.

Secondo la tradizione quindi, il baby-shower è un ricevimento organizzato dalle amiche della futura mamma, con lo scopo di condividere conoscenze ed esperienze per la nascita del primo figlio e deve essere fatto di solito nei due mesi precedenti la nascita. Tutte le invitate portano regali per mamma e bimbo.

Oggi si segue la tradizione meno rigorosamente: il baby-shower è diventato un modo per festeggiare con le amiche l’inizio di una nuova e splendida tappa della vita di ogni donna, un’esperienza condivisa gioiosamente e con spensieratezza.
Si mangia, si ride, si portano doni e ci si diverte insieme. Alcuni preparano piccoli ricordi anche per le ospiti, altri creano veri e propri giochi di società da fare tutte insieme.

Le possibilità sono molte: si possono scegliere dei temi da dare alla festa; c’è chi crea degli album dei ricordi dove ognuno scriverà un pensiero, consigli, idee future per rincuorare la mamma nelle notti insonni, frasi divertenti per divertirla nei momenti di stanchezza; si possono leggere poesie all’inquilino del pancione; fare foto di gruppo con strani cappelli e outif; ingozzarsi di dolci e gelato; creare insieme qualcosa, come una coperta o quadretti per la stanza del nascituro.

Non ci sono limiti, sbizzarritevi!

Elena Giosmin
Le passioni, per musica, arte, i viaggi e la cucina, diventate poi i motori delle mie scelte nella vita: studi classici e una quasi laurea in Archeologia. Condividere ciò che amo: scrivere, fare foto, cucinare e scoprire il mondo. Il mio motto è “La vita non è trovare te stesso. La vita è creare te stesso”
Elena Giosmin

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